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Padova Dev Diaries #2 – Where does a story start?

Avvicinatevi, miei pargoli, che papà ha una storia da raccontarvi.

Insomma, sì, rieccoci. Non è passato molto dall’ultima volta, ma tempus fugit e siamo di nuovo qui. In questa settimana ho pensato ad un paio di cose, e ho raggiunto una decisione.

Ecco, di solito questi tipi di blog decollano a razzo per poi atterrare in fretta nel day-by-day della produzione, no?

Beh, io vorrei invece mantenere quella rotta. Voglio iniziare non in medias res, ma dalla prima lettera posta sulla prima pagina. Invece che catapultarvi subito nel labirinto di Cnosso, voglio farvi seguire pian piano il filo di Arianna.
In poche parole vogliamo ripartire da zero, proprio come il primo giorno. Vogliamo rivedere un po’ le origini del progetto, così che possiate godere meglio della sua evoluzione.

Vediamo, allora. Non era una notte buia e tempestosa, bensì una normale giornata neanche tanto soleggiata. Con una base di partenza molto vaga, stavamo proponendo praticamente qualsiasi cosa ci passasse per la mente. L’unica certezza era che volevamo fare qualcosa di allegro e simpatico… che vuol dire tutto e vuol dire niente. Tirandoci addosso vari discorsi, idee, proposte e controproposte, il primo fulmine a ciel sereno cadde quando una parola venne scritta sulla lavagna:

Melograno e granata. Lo spirito di questa parola tutt’ora vive

L’assurdità del concetto proposto da questa parola era ciò che cercavamo.

In questo modo avete anche la risposta alla domanda dell’ultima volta: da dove saltano fuori i frutti in un gioco di mazzate? Proprio da qui, da una parola che è diventata cardine nel progetto.

Avevamo quindi deciso il “chi”, ma chiaramente mancava il “come”. Tra idee nuove e proposte riadattate, le possibilità erano tante. Pensate che tra le strade possibili c’erano un tower defense e persino un simil-Robot Wars. Dopotutto c’è un motivo se la gente a d o r a v a guardare robottini goffi che cercano di colpirsi.

Comunque, quest’idea non andava più bene, ma era sulla strada giusta. Volevamo qualcosa di frenetico, divertente, senza preoccuparsi troppo di storie contorte per puntare sull’elemento “cazzeggio”. Un po’ come i party-game che fanno vedere alla pubblicità, dove ci sono le famigliole felici che giocano assieme ridendo e in quel momento, in quel piccolo mondo, non esistono problemi.
Abbiamo comunque raccolto e messo assieme i vari pezzi per arrivare ad avere il primissimo concept del gioco corrente:

La guerra non cambia mai, nemmeno per gli ortaggi…

Non me la sento di mentirvi. Non del tutto perlomeno. Ecco, dovete sapere che nemmeno noi abbiamo idea di come sia saltata fuori questa follia. Sappiamo solo che, ad un certo punto, è nata. È stato un momento magico che dubito riusciremmo a replicare.

Da questa linea di partenza quindi abbiamo sviluppato l’idea del brawler, abbiamo trovato e creato i personaggi, abbiamo ideato mappe, abbiamo persino una specie di mascotte. Insomma, da qui tutto il resto è storia.
Che non conoscete. Ancora. Eheh.

Questo appuntamento è stato molto testuale, quindi per vedere più colori, più immagini, più frutti… ehh, vi toccherà aspettare la settimana prossima! Nos vemos la próxima vez!

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